PER CAMBIARE A VOLTE SERVE UNA SPINTA

Quando si tratta di salute però c’è sempre da sperare che sia qualcosa di gestibile. Io ho ricevuto il mio avviso – sono una donna fortunata – questo è il mio modo per fare tesoro di ciò che ho imparato e condividere l’utilità di un cambiamento forzato.

11 giugno 2019
Letto numero 11

La circolarità delle cose: tutto torna!

Non c’è 2 senza 3 e infatti…
Quando ho notato questi particolari l’orologio segnava le 11.20.

Ero in ospedale dalle 7 del mattino, con me mia madre e Claudio. Avevo già la divisa sexy da sala operatoria e da li a poche ore avrei scoperto cosa stava accadendo dentro me. Non siamo riusciti a capire se c’era qualcosa in più attaccato alla mia tuba sinistra oppure era lei che si ribellava alla sua naturale funzione. Inutile sottolineare che la paura in quei momenti ha un odore preciso, quello del disinfettante usato tra le corsie degli ospedali.

Funziona sempre così per me: nonostante la paura, la curiosità di sapere con cosa dovrò confrontarmi è sempre più forte. 

Entro in sala operatoria con gli occhi lucidi e questo pensiero stretto nel cuore.

Sii coraggiosa.

tre… due … uno… 

Al mio risveglio – quello vero intendo, dopo le allucinazioni da anestesia totale – il ginecologo mi da due notizie:

  1. Le tue tube, tubano alla grande (non mi ha detto così ma a me fa tanto ridere ed è stata la prima battuta che mi è venuta in mente)
  2. Si tratta di E N D O M E T R I O S I

La mia vita non è in pericolo ma
è una grande rottura di scatole.

L’Endometriosi è una malattia femminile. Le cellule endometriali si accumulano fuori dall’utero invece che rimanere all’interno e questa anomalia determina infiammazione cronica dannosa per l’apparato femminile, che si manifesta tramite forti dolori e sofferenze intestinali. 

Sono una donna fortunata – lo stadio della malattia è tra i più lievi e non ho la maggior parte dei tremendi sintomi tipici di questo problema.

Rimane comunque una malattia cronica degenerativa dalla quale non si guarisce.

La terapia più efficace ad oggi è l’asportazione dei focolai tramite intervento chirurgico – quello che ho fatto io. Il post è una terapia tramite progestinici (ormoni = pillola) con diversi effetti collaterali che non risolvono il problema e rompono le uova nel paniere alle donne che come me desiderano diventare mamma.

Ho compreso subito che la prima cosa da fare sarebbe stata modificare il mio stile di vita. 

I diretti interessati erano ALIMENTAZIONE e STRESS.

Tutte le problematiche croniche degenerative hanno a che fare con ciò che mangiamo e si nutrono del nostro stato infiammatorio. Ecco perché alimentazione, stile di vita e integratori specifici per ridurre l’infiammazione, sono migliori perfetti. 

Da quel momento avrei dovuto: 

  • scegliere cibi antinfiammatori
  • disintossicanti
  • senza ormoni (ovvero origine animale)

Nella teoria sono brava ma nella pratica una frana. 

Amo mangiare, cucinare non mi appassiona e faccio così tante cose che il tempo per cucinare è sempre passato in secondo piano. 

Come fare?

Questa volta serviva un’organizzazione più precisa, un cambiamento profondo di abitudini, insomma:

  • un menu vario
  • i giusti fornitori di fiducia dove acquistare i prodotti 
  • scoprire nuove tecniche di cottura

Mi sono chiesta come fanno tutte quelle persone che soffrono di queste problematiche infiammatorie?

Dal confronto con alcune conoscenze nasce l’idea di creare un corso di cucina rivolta a chi soffre di problematiche infiammatorie e a tutti coloro che sono aperti a fare prevenzione partendo dalla tavola.

Facendo s’impara! 

L’idea è quella di entrare in contatto con persone che hanno difficoltà a organizzarsi in cucina, poter imparare nuove soluzioni e condividere il beneficio di questo percorso trasformando il problema in un’opportunità.

Ecco che entrano in gioco i miei angeli custodi: Serena Scuteri e Michele Maino che accolgono il mio progetto con con grande entusiasmo.

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